1.11 ACHILLE LEGA

(BRISIGHELLA 1899-FIRENZE 1934) Antiche mura 1932 olio su tela;
cm 60 x 70 firmato e datato in basso a destra «A. Lega 1932» Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti,
inv. Giornale 67 - Gen. 470 - Com. 584O

dopo la giovanile adesione al futurismo, Lega si avvicina a Novecento, esponendo sia alla mostra del 1926 sia a quella del 1929 con il gruppo. La sua interpretazione del paesaggio rimane però lontana da certo manierismo formalistico novecentista rivelando invece una grande semplicità di visione e una partecipata malinconia nei confronti della natura. In Antiche mura la ricchezza tonale della vegetazione, che nasce dalla vibrante energia del colore (retaggio della sua esperienza futurista), si unisce all’essenzialità dei rapporti volumetrici nelle strutture architettoniche rappresentate, in una composizione che rifugge il taglio pittoresco. La solidità formale, che si traduce in forme logiche, chiare e armoniose, deriva all’artista dall’attento studio dell’opera di Soffi ci e soprattutto di Carrà, pur mantenendo una connotazione del tutto personale. Il dipinto appartiene a quella fase finale della produzione di Lega in cui il pittore abbandona quasi completamente i generi del ritratto e della natura morta, per concentrarsi completamente sul paesaggio toscano colto negli aspetti più quotidiani e popolari.
Silvia Vacca

Bibliografia
Costantini 1934b, p. 316; Maraini 1937, tav. XL; De Grada 1977, n. 135. 





ANNI '30
ANNI '30
Arti in Italia oltre il fascismo
Nell'Italia degli anni Trenta, durante il fascismo, si combatte una battaglia artistica di grande vivacità, che vede schierati tutti gli stili e tutte le tendenze, dal classicismo al futurismo, dall'espressionismo all'astrattismo, dall'arte monumentale alla pittura da salotto. La scena era arricchita e complicata dall'emergere del design e della comunicazione di massa - i manifesti, la radio, il cinema - che dalle ''belle arti'' raccolgono una quantità di idee e immagini trasmettendole al grande pubblico. Un laboratorio complicato e vitale, aperto alla scena internazionale, introduttivo alla nostra modernità. Un'epoca che ha profondamente cambiato la storia italiana. Gli anni Trenta sono anche il periodo culminante di una modernizzazione che segna una svolta negli stili di vita, con l'affermazione di un'idea ancora attuale di uomo moderno, dinamico, al passo coi tempi e si definisce quella che potremmo chiamare ''la via italiana alla modernità'': nell'architettura, nel design, così come in pittura e in scultura, che si esprime attraverso la rimeditazione degli stimoli provenienti dal contesto europeo - francese e tedesco, ma anche scandinavo e russo -, combinata con l'ascolto e la riproposta di una tradizione - quella italiana del Trecento e Quattrocento. Pubblicazione in occasione della mostra: ''Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo'' (Firenze, Palazzo Strozzi, 22 settembre 2012 - 27 gennaio 2013). La mostra rappresenta quel decennio attraverso i capolavori (99 dipinti, 17 sculture, 20 oggetti di design) di oltre quaranta dei più importanti artisti dell'epoca quali Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Arturo Nathan, Achille Lega, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Ram, Thayaht, Antonio Donghi, Marino Marini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Filippo de Pisis, Scipione, Antonio Maraini, Lucio Fontana. Raccontando un periodo cruciale che segnò, negli anni del regime fascista, una situazione artistica di estrema creatività.