5.19 GIUSEPPE MIGNECO

(MESSINA 1908-MILANO 1997) Pastori dell’isola 1940 olio su tela; cm 70 x 91 firmato e datato in basso a destra «Migneco 40» Roma, GNAM - Galleria Nazionale d’Arte Moderna,
inv. 3979

pastori dell’isola viene presentato alla seconda edizione del Premio Bergamo, che ha come tema per i dipinti «due o più figure umane legate insieme da un unico tema compositivo». Il concorso, che ha dovuto resistere al tentativo di riportare i soggetti nell’ambito di un classicismo di maniera attraverso l’introduzione del discrimine mitologico o legato alla storia di Roma, vede alla fine premiate opere delle tendenze artistiche più libere e nuove, come quelle riferibili al gruppo milanese di Corrente e alla Scuola romana. Il successo dell’esposizione è sancito dal suo prolungamento fino a dicembre, con lo spostamento da un centro periferico come Bergamo a Milano, nel Palazzo della Permanente, per volere del ministro dell’Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai, e con il parere favorevole degli ispettori centrali del Ministero, Giulio Carlo Argan e Cesare Brandi. Proprio dal Ministero dell’Educazione Nazionale nel 1941 l’opera viene acquistata e destinata alla galleria d’Arte Moderna di Roma. Nei Pastori dell’isola l’artista, fra i fondatori del gruppo di Corrente, mostra quella realtà siciliana quotidiana e popolare che sarà soggetto costante della sua pittura anche negli anni successivi. I suoi modi sono ora improntati a un espressionismo arcaico e a una deformazione formale che, insieme alle accensioni cromatiche, richiamano alla mente il linguaggio di Van Gogh, che per tanti giovani - si pensi in primo luogo a Birolli - costituisce un modello di pittura alternativo all’ufficialità del tempo, tanto classicista quanto futurista. La violenza espressiva di questo Migneco - sostenuta dai toni acidi ed esasperati dei verdi e dei gialli e dalla dinamica dei neri - verrà irreggimentata, dopo la guerra, da una griglia di pennellate scure e costruttive volte a contenere il colore come in una ragnatela di contorni.
Silvia Vacca

Bibliografia
“La Voce di Bergamo” 1940; Premio Bergamo 1940, a Bergamo n. 19, a Milano n. 86; ”Il Resto del Carlino” 1940; “Primato” 1940; Galmozzi 1989, p. 98; Gli anni del Premio Bergamo 1993, n. 86, p. 170; Documenti del Premio Bergamo 1993, p. 251.




ANNI '30
ANNI '30
Arti in Italia oltre il fascismo
Nell'Italia degli anni Trenta, durante il fascismo, si combatte una battaglia artistica di grande vivacità, che vede schierati tutti gli stili e tutte le tendenze, dal classicismo al futurismo, dall'espressionismo all'astrattismo, dall'arte monumentale alla pittura da salotto. La scena era arricchita e complicata dall'emergere del design e della comunicazione di massa - i manifesti, la radio, il cinema - che dalle ''belle arti'' raccolgono una quantità di idee e immagini trasmettendole al grande pubblico. Un laboratorio complicato e vitale, aperto alla scena internazionale, introduttivo alla nostra modernità. Un'epoca che ha profondamente cambiato la storia italiana. Gli anni Trenta sono anche il periodo culminante di una modernizzazione che segna una svolta negli stili di vita, con l'affermazione di un'idea ancora attuale di uomo moderno, dinamico, al passo coi tempi e si definisce quella che potremmo chiamare ''la via italiana alla modernità'': nell'architettura, nel design, così come in pittura e in scultura, che si esprime attraverso la rimeditazione degli stimoli provenienti dal contesto europeo - francese e tedesco, ma anche scandinavo e russo -, combinata con l'ascolto e la riproposta di una tradizione - quella italiana del Trecento e Quattrocento. Pubblicazione in occasione della mostra: ''Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo'' (Firenze, Palazzo Strozzi, 22 settembre 2012 - 27 gennaio 2013). La mostra rappresenta quel decennio attraverso i capolavori (99 dipinti, 17 sculture, 20 oggetti di design) di oltre quaranta dei più importanti artisti dell'epoca quali Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Achille Funi, Carlo Carrà, Corrado Cagli, Arturo Nathan, Achille Lega, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi, Ram, Thayaht, Antonio Donghi, Marino Marini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Filippo de Pisis, Scipione, Antonio Maraini, Lucio Fontana. Raccontando un periodo cruciale che segnò, negli anni del regime fascista, una situazione artistica di estrema creatività.