INTRODUZIONE

«La mia arte non è realmente cinema, non è pittura. Non è realismo, sebbene si avverta spesso come qualcosa di realista, e non è una creazione, poiché tutte le immagini derivano dalla vita reale. Penso si tratti piuttosto di un’espansione dei livelli di realtà»(1). Così Bill Viola, uno dei grandi protagonisti della videoarte, definisce il proprio utilizzo delle immagini in movimento. Internazionalmente riconosciuto come uno dei più importanti artisti contemporanei, Viola è autore di videoinstallazioni, ambienti sonori e performance che propongono straordinarie esperienze di immersione tra spazio, immagine e suono.

Esplorando spiritualità, esperienza e percezione Viola indaga l’umanità: persone, corpi, volti sono i protagonisti delle sue opere, caratterizzate da uno stile poetico e fortemente simbolico in cui l’uomo è chiamato a interagire con forze ed energie della natura, con il ciclo della vita e la rinascita.
Nasce a New York il 25 gennaio 1951 in una famiglia di cultura europea: la madre era cresciuta nell’Inghilterra del Nord ricevendo un’educazione episcopaliana poi trasmessa al figlio, la nonna paterna era nata in Germania e il nonno paterno - come attesta il cognome italiano - proveniva dalla provincia di Pavia.

«Quando mio padre, da bambino, entrò per la prima volta in una scuola di New York, non parlava neppure una parola di inglese. Questa è la natura speciale e particolare dell’America: l’ombra dell’Europa è sempre dietro di te, che tu ne sia consapevole o no»(2).

Nel 1969 si iscrive alla Facoltà di arte della Syracuse University dove studia pittura e musica elettronica con il compositore David Tudor; si trasferisce poi nel dipartimento di Experimental Studios, e ha la possibilità di seguire corsi disparati, dalla religione all’ingegneria elettronica. Si laurea nel 1973, e già al 1971 risalgono i suoi primi videotape sperimentali tra i quali Tape I e al 1973 il celebre Information, che è il risultato di un errore tecnico commesso lavorando in studio la sera tardi. Sbagliando a effettuare i collegamenti si erano venute a creare perturbazioni elettroniche e l’artista si rese conto che lo switcher poteva essere utilizzato come strumento musicale. Un’esperienza non disgiunta dalla sua profonda attenzione al suono e alla musica, attestata anche dall’essere stato batterista in un gruppo rock.

Bill Viola in fase di montaggio al Synapse Studio, Syracuse University, New York, 1973.


Information (1973); 29’35”, videotape a colori con audio.

(1) Bill Viola in B. Di Marino, Bill Viola, Nascita, morte e trasfigurazione dell’immagine, in “Alias”, supplemento di “Il Manifesto”, 40, 11 ottobre 2008, p. 6.

(2) Risvegliare il corpo con le “immagini potenti” dell’esistenza, intervista a Bill Viola di J. Zutter, 17 settembre 1992, in Bill Viola. Vedere con la mente e con il cuore, a cura di V. Valentini, Roma 1993, pp. 85-95.

BILL VIOLA
BILL VIOLA
Arturo Galansino
La presente pubblicazione è dedicata a Bill Viola. In sommario: Acqua; Firenze; Camera oscura e miraggi; Passato/Presente; Nascita, morte, immortalità. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.CartaceoeBook