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un futuroper le caverne

di Leonardo Piccinini

«Cercavamo un luogo nel quale ambientare la casa dell’orco, abbiamo scoperto dei posti unici, per noi sconosciuti che - in qualsiasi altra parte d’Europa - verrebbero presi d’assalto ogni giorno da turisti». Come non essere d’accordo con le parole di Gennaro Aquino, responsabile di produzione di Il racconto dei racconti - Tale of Tales, primo film in lingua inglese di Matteo Garrone, presentato allo scorso Festival di Cannes. Uno degli episodi, ispirati alle fiabe di Giambattista Basile, è ambientato nelle straordinarie (e dimenticate) gravine pugliesi, depressioni carsiche a una trentina di chilometri a nordovest di Taranto. «Cercavamo delle cavità naturali: con il regista ci siamo letteralmente innamorati di due villaggi rupestri e cioè Casalrotto e Petruscio. Poi, per questioni logistiche, abbiamo scelto di optare per l’antichissima Casalrotto. È stato incredibile lo stupore di tutti nel vedere questi luoghi per la prima volta. Mottola non l’avevamo mai sentita nominare e invece abbiamo scoperto questa meraviglia». E insieme a loro, quanti spettatori si saranno sorpresi e incuriositi? Potenza del cinema. Che supplisce alla totale assenza di politiche ministeriali a favore di questo patrimonio storico e paesaggistico. 

Un giovane regista autodidatta, Francesco Dongiovanni, ha presentato al Torino Film Festival il corto Anapeson, ambientato tra lo sfacelo del Casino del duca, proprio vicino a Mottola: era un’azienda agricola modello nell’Europa del Settecento, oggi è in uno stato di avanzato (e spietato) decadimento. Ma l’elenco è infinito, basta percorrere pochi chilometri ed ecco altre meraviglie rupestri. 

Si è tanto scritto di Matera, nel 2019 capitale europea della cultura: non è certo che per quella data sopravviverà l’altrettanto affascinante Ginosa, l’antica “Genusia” ricordata da Plinio. Il paese è circondato su tre lati da una profonda gravina, sul cui orlo sorge il castello. Case crollate, frane continue, l’abbandono totale della numerosa serie di grotte (sommerse dai rifiuti), l’inaccessibilità delle chiese rupestri dalle ricche decorazioni parietali ad affresco risalenti al XII secolo. Diceva Agatha Christie che «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova»…


Una veduta di Ginosa.


Le Gravine di Puglia, parco naturale dal 2005, con le loro grotte e villaggi rupestri sono una splendida ambientazione per film fantasy, ma il loro futuro potrebbe inclinare al catastrofico


Le grotte rupestri di Mottola.

ART E DOSSIER N. 329
ART E DOSSIER N. 329
FEBBRAIO 2016
In questo numero: LA PAROLA E LE ARTI Dagli ipertesti medievali ai calligrammi, dal lettrismo a Boetti. BOSCH 500 Gli eventi del quinto centenario del più visionario tra i pittori. IN MOSTRA Hayez, Fattori.Direttore: Philippe Daverio