New MUSEUM
TRIENNIAL

Cristina Baldacci

A organizzare la terza edizione della Triennale del New Museum a New York (dal 25 febbraio al 24 maggio), insieme alla curatrice interna Lauren Cornell, sarà l’artista americano Ryan Trecartin. La scelta è senz’altro azzeccata per una collettiva con la vocazione di presentare - secondo un modello “predittivo” e non retrospettivo - le nuove leve dell’arte contemporanea internazionale, dato che Trecartin, nato nel 1981, pur essendo un nome già molto noto, appartiene alla generazione degli artisti in mostra. L’affinità di Trecartin con la Triennale di quest’anno non è unicamente un fatto generazionale. Intitolata Surround Audience, la mostra si propone di studiare e mettere in luce le implicazioni sociali e psicologiche che le nuove tecnologie, e in particolare i social media, hanno sull’individuo e soprattutto su quelli che sono i “consumatori” più attivi e sensibili del web, i giovani. Quale ritratto del corpo e del sé restituisce l’universo mediale? Che tipo di spazio, inteso come ambiente o cornice, ci circonda e ci costruiamo nella realtà virtuale? In che modo cambia la relazione tra arte e vita, tra l’esperienza del singolo e la condivisone con gli altri, quando la partecipazione attiva a istanze ed eventi sociali, o anche politici, non è più legata alla presenza fisica e a un tempo o a un luogo unico? Queste sono alcune delle questioni che sottendono la mostra e anche il lavoro di Trecartin, che riflette la cultura e l’immaginario della cosiddetta “generazione y”, un mondo dove sembrerebbero dominare l’ossessione verso gli oggetti di consumo - soprattutto se si tratta di protesi tecnologiche -, il nichilismo spirituale e l’anelito alla collettività. I lavori dei cinquantuno artisti emergenti che verranno presentati alla Triennale del New Museum - per molti di loro sarà la prima volta in un museo statunitense (per la lista completa www.newmuseum.org) - sono di difficile definizione e inquadramento, e possono essere considerati come sostanzialmente “transmediali”, perché abbracciano diversi media e pratiche, dalla pittura, scultura-installazione e video alla performance, musica, poesia, e perfino il talk show. Molti di questi lavori sono stati commissionati per l’occasione, specialmente quelli che invadono in modo originale lo spazio esterno al museo, come la campagna di comunicazione della mostra progettata dal collettivo K-Hole (Extended Release, 2015); la rivisitazione del simbolo della pace a opera di Antoine Catala (Distant Feel, 2015), disponibile online in formato GIF; la serie Touching the Art (2014- 2015), ideata esclusivamente per il web da Casey Jane Ellison. Accanto al catalogo della mostra, che contiene i saggi dei due curatori e di numerosi altri autori, verrà pubblicata una raccolta di poesie dal titolo The Animated Reader: Poetry of Surround Audience, che affronta i temi della Triennale con componimenti in versi invece che in prosa.


Quale ritratto del corpo e del sé restituisce l’universo mediale? A questa e a molte altre domande risponde la terza edizione della New Museum Triennial


Juliana Huxtable, Untitled (2014).

New Museum Triennial 2015

Surround Audience
dal 25 febbraio al 24 maggio
www.newmuseum.org

ART E DOSSIER N. 318
ART E DOSSIER N. 318
FEBBRAIO 2015
In questo numero: IL SOGNO I mondi oscuri di Leonora Carrington; Le alchimie di Perahim; Donne e incubi surrealisti; Fantasie settecentesche. ISMAN E PAOLUCCI: la Sistina va difesa dai turisti. IN MOSTRA: Doig, Casati, Gherardo Delle Notti.Direttore: Philippe Daverio