Storie a strisce 


IL FUMETTO RISCOPRE
I CLASSICI

di Sergio Rossi

Crescono le riedizioni di opere intramontabili della letteratura “disegnata”: un’occasione per tornare ad apprezzare i grandi autori e il loro linguaggio ancora oggi innovativo

Il mondo editoriale del fumetto sta riscoprendo i suoi classici. Nelle librerie si trovano sempre più riedizioni di storie ritenute pilastri della letteratura “disegnata” ma non più disponibili da decenni.

In passato, quelle dei classici erano edizioni per collezionisti a circolazione limitata, poi, dopo il successo della collana dedicata dall’americana Fantagraphics ai Peanuts di Charles Schulz (pubblicata in Italia da Panini Comics), ogni editore ha cominciato ad avere la sua serie arricchita da una cura grafica specifica e dall’inserimento di testi storici e critici all’interno di ogni volume. A causa della diversa tipologia di pubblicazione (striscia quotidiana, albi spillati, stampa a puntate su riviste) e della spesso difficile reperibilità dei materiali originali, i classici vengono riproposti seguendo percorsi editoriali molto differenti tra loro che, qualche volta, possono portare a riscoperte del tutto inaspettate. Un esempio viene da Rizzoli Lizard, che di recente ha pubblicato due volumi che non dovrebbero mancare nella biblioteca di un lettore e/o autore di fumetti: La doppia vita di Max Fridman di Vittorio Giardino e Ulysse di Jacques Lob e Georges Pichard.




Due tavole di La doppia vita di Max Fridman di Vittorio Giardino (Rizzoli Lizard, Roma 2019).

Nel primo sono ripubblicate le due storie iniziali che Vittorio Giardino ha dedicato al personaggio Max Fridman, spia riluttante negli anni che precedettero la seconda guerra mondiale, Rapsodia ungherese e La porta d’Oriente, da tempo non disponibili in libreria. Uscite rispettivamente nel 1982 su “Orient Express” e nel 1985 su “Corto Maltese”, rappresentano due autentici classici del fumetto italiano sia perché sono state il trampolino di lancio per Giardino nel mercato internazionale, sia perché ci raccontano la breve strada percorsa da questo autore, che aveva iniziato a pubblicare nel 1979, per raggiungere quella maturità artistica che lo renderà un punto di riferimento per altri autori di tutto il mondo (per esempio, il giapponese Jir ˉo Taniguchi). Scorrendo le due storie, l’aspetto che più sorprende è l’evoluzione del disegno: se nella prima è già evidente la consapevolezza di Giardino dei propri mezzi narrativi nella gestione della trama e della sceneggiatura, mentre il segno grafico appare ancora in evoluzione e alla ricerca di una sua sintesi; nella seconda, realizzata dopo appena quattro anni, l’autore ha invece già raggiunto la perfezione stilistica nella raffigurazione dei movimenti e delle espressioni dei personaggi, oltre che nella rappresentazione degli spazi e delle architetture nelle quali si svolge l’azione narrativa. A completare il libro c’è una ricca galleria di illustrazioni, copertine e bozzetti eseguiti per queste storie nel corso di trent’anni, e infine una bella intervista a Giardino sul proprio lavoro realizzata da Gabriele Ferraresi.


La copertina di Ulysse di Jacques Lob e Georges Pichard (Rizzoli Lizard, Roma 2019).

Pubblicato in Francia tra il 1968 e il 1973, e poi in Italia nelle pagine della rivista “Linus”, Ulysse mancava nelle nostre librerie dal 1985, quando era stato pubblicato e tradotto da Luigi Bernardi per la sua casa editrice L’isola Trovata. Questa è la vera riscoperta editoriale da non farsi scappare. Come dichiara il titolo, la storia è una trasposizione dell’Odissea di Omero in cui Jacques Lob si diverte a mescolare dei ed eroi antichi con macchine fantascientifiche in linea con la “science fiction” di quegli anni (Roger Zelazny, Fritz Leiber, Samuel Delany, Michael Moorcock). Al centro della narrazione c’è però sempre la vicenda umana di Ulisse e Penelope, che nel racconto di Lob acquistano un’inedita dimensione malinconica nel suggestivo finale. Georges Pichard è un autore che ha costruito la sua carriera nell’erotismo a fumetti, e in Ulysse esprime al meglio la sua visione materica del corpo femminile rendendo “erotici” i difetti dei singoli corpi ed esaltando l’unicità e la specificità di ogni donna. In più, dimostra anche un’eccezionale capacità scenografica, costruendo ambienti e architetture in cui sono presenti sia le mode dell’epoca sia elementi classici greci che amplificano le atmosfere narrative evocate da Lob. Se Giardino è un nome noto ai lettori, quelli di Lob e Pichard lo sono molto meno, nonostante il primo sia stato una stella di prima grandezza dell’editoria francofona e anche il creatore del graphic novel Snowpiercer (disegnato da Jean-Marc Rochette), portato al cinema dal regista coreano Bong Joon-ho. La ripubblicazione di Ulysse è quindi un’occasione per riscoprire sia due grandi autori del fumetto europeo, sia il loro modo di scrivere le storie ancora adesso molto più all’avanguardia e innovativo di tante novità dalla vita effimera.




Due tavole di Ulysse di Jacques Lob e Georges Pichard (Rizzoli Lizard, Roma 2019).

ART E DOSSIER N. 369
ART E DOSSIER N. 369
OTTOBRE 2019
In questo numero: Save Italy Una villa torinese, misteriosa e abbandonata. L'intervista Cesare Viel, performer. Trea gioco e design La lunga storia dei libri aniimati. Van Gogh inatteso L'artista si diverte. Le forme del caso Paraeidolia: quando l'arte inganna il cervello. In mostra: Le fotografie di Eve Arnold ad Abano Terme, Peggy Guggenheim a Venezia, De Chirico a Milano, Signorini a Firenze, Tessuti ebraici a Firenze.Direttore: Philippe Daverio