CATALOGHI E LIBRI

GENNAIO 2024
a cura di Gloria Fossi

LA CALUNNIA

POLITICA, VIZI E VIRTÙ CIVILI A FIRENZE NEL RINASCIMENTO

Un volume intero sul dipinto più ermetico di Botticelli, la Calunnia degli Uffizi, non è impresa da poco. Ci sono riuscite Monica Centanni, studiosa di letteratura greca, e Sara Agnoletto, storica dell’arte. L’indagine interdisciplinare conferma, con meditate considerazioni e riferimenti letterari (Dante e Luciano in primis), una datazione dell’opera successiva al 1496, finora ritenuta probabile senza prove certe, e soprattutto svela il programma iconografico di Botticelli in una composizione densa di figure e finti bassorilievi a grisaglia dorata. Si scopre così che la loggia, scenario splendido del dipinto, deriva dal De domo, trattato che nell’“editio princeps” (1496) degli scritti di Luciano di Samosata segue non a caso quello sulla Calunnia, da sempre considerato fonte principale del dipinto. «Non bisogna credere facilmente alla Calunnia», azzardava il sofista greco nel manierato esercizio letterario della “ékphrasis” (dotta descrizione analitica) di un dipinto di Apollo, forse mai esistito. Botticelli lo rielabora in un messaggio politico, destinato forse a Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici. Da leggere con attenzione e ammirazione.

Sara Agnoletto, Monica Centanni Officina Libraria/Le Gallerie degli Uffizi Roma 2023; 294 pp., oltre 200 ill. colore e b.n. € 60

L’UMORISMO NELL’ARTE

SAGGI CRITICI SULL’HUMOUR NOIR

Nei pressi di Firenze, a Compiobbi, lavora, studia, inventa (e molto altro) Berlinghiero Buonarroti, classe 1942. Cultore di diverse discipline, non solo ha ricostruito, con ricerche d’archivio, la genealogia della sua famiglia, discendente da Michelangelo; non solo si è occupato di topografia e storia della valle dell’Arno ma è stato ed è artista, grafico, studioso del surrealismo, di storia dell’umorismo, di teoria della percezione visiva. Nella sua proteiforme attività, dopo aver fondato nel 1992 il surrealistico – già nel titolo – Istituto di anomalistica e delle singolarità (situato in quella sorta di fucina di Vulcano che è il suo studio a due passi dall’Arno), ha inventato e fabbricato nel suo laboratoriofucina, sei prototipi in legno di macchine combinatorie. Sono marchingegni unici, simili a slot machine artigianali; anziché produrre combinazioni di immagini o numeri, determinano casuali accostamenti verbali che permettono di costituire frasi e concetti oltre i limiti del più ardito nonsense. Fra i sei prototipi spicca la Black Light machine, capace di creare 8.916 miliardi di aforismi «eterocliti», impensabili anche dalla più vertiginosa fantasia ermeticofilosofica. Qualche esempio: «Incontrare idioti incontrollabili scoraggia la saggezza sensibile»; «Isolare i postini gracidanti idealizza un’insensibilità triviale»; «Abbordare i conciatori zucconi esclude una disperazione crudele». Tali aforismi nascono da uno schema fisso che combina verbi, sostantivi e aggettivi, ed è dal fantasmagorico tripudio di bizzarrie verbali di questa sua macchina che l’autore attinge per commentare, in questo libro, opere di oltre trecentocinquanta artisti, in una scelta molto personale. Disposti in ordine cronologico – dalle miniature medievali ispirate a Galeno di Pergamo agli “still-frame” del polacco Kajetan Obarski (classe 1987) – disegni, incisioni, dipinti, caricature sono riferiti, nelle più disparate maniere, all’idea di umorismo, di per sé variatissima nei secoli per contesti e significati. Li commentano brani critici di decine di autori, da Freud a Breton, da Éluard a Eco, da Valery a Zolla. La lista delle definizioni di humour è pressoché infinita. Buonarroti stesso, nella seconda parte, composta da una selezione di suoi saggi sull’argomento, propone originali considerazioni sui disegnatori umoristici dal dopoguerra a oggi. Un libro unico, dove il nonsense assume aspetti di argute (e non solo) verità.


Berlinghiero Buonarroti Accademia di belle arti di Firenze, Firenze 2023 504 pp., 773 ill. b.n. € 35

FASHION SPORT TOURISM

A Pisa, palazzo Lanfranchi sul lungarno ospita una importante raccolta di grafica contemporanea, iniziata nel 1958 da Carlo Ludovico Ragghianti per il Gabinetto disegni e stampe dell’Università di Pisa. Tali opere non possono essere esposte a lungo per problemi di conservazione e dunque il museo pisano, oltre a esibire a rotazione alcuni fogli, si fa spesso promotore di una vivace attività espositiva. Una delle opere più preziose, non esposte ma a disposizione degli studiosi, è un disegno di Picasso: un volto di donna (anni Sessanta del XX secolo), donato a Carlo Ludovico Ragghianti in occasione di un raro soggiorno in Italia dell’artista andaluso. Il disegno, nonostante appartenga alla fase tarda picassiana, pare rievocare la linea figurativa delle opere di Gósol del 1906, cioè al momento che corrisponde al cosiddetto periodo rosa. Picasso è, primo fra gli altri, protagonista occulto, per così dire, di questa pubblicazione curata da Alessandro Tosi e Lorenzo Cantoni per una mostra conclusasi il 29 ottobre scorso: un inedito e piacevolissimo itinerario attraverso seducenti immagini, soprattutto pubblicitarie, create nel Novecento da artisti, grafici, illustratori, fotografi, con il costante intreccio di moda, sport, turismo. A memoria della mostra, che esponeva anche manifesti del Museo nazionale collezione Salce di Treviso, resta dunque il libro, dove questi temi sono affrontati con molta originalità di prospettive, oltre che dai curatori, da Ebe Antetomaso, Diego Fiorini, Antonio Mancinelli, Veronica Neri, Charlotte Stachel e Nadzeya Sabatini. Sport come polo, tennis, golf, sci, oggi alla portata (o quasi) di un largo pubblico, un tempo erano prerogativa di raffinate élite. Non stupisce, come spiega Alessandro Tosi, che le connessioni inattese fra lo sport e la sua ritualità, fra «divertissement e vêtement», abbiano suggerito nuovi Grand Tour, come quello del «train bleu», mitico treno di lusso che dalle coste di Calais scendeva in Provenza sino a toccare i luoghi di soggiorno in Liguria dei ricchi di tutta Europa. Le train bleu fu l’oggetto, nel 1924, di uno spettacolo con testo di Cocteau e balletti russi di Diaghilev, dove giocavano e danzavano spensierati tennisti vestiti da Coco Chanel. Il siparietto aveva per tema la corsa monumentale di due donne derivata da un celebre dipinto di Picasso. Più intrecci di così...

a cura di Alessandro Tosi e Lorenzo Cantoni Edizioni ETS, Pisa 2023 144 pp., 61 tavv. colore € 15

A QUESTO SERVE IL CORPO

VIAGGIO NELL’ARTE ATTRAVERSO I CORPI DELLE DONNE

«È impossibile, o quasi, capire Frida Kahlo senza mettersi nei suoi panni di donna ferita nelle membra», scrive Roberta Scorranese in questo libro che sta fra la saggistica e la narrativa, «senza pretese accademiche», come lei stessa dichiara, ma con intensa introspezione. Nelle prime pagine, intitolate Il resto è per i pazzi: Una specie di prologo, spiega i suoi intenti: «Impossibile amare Chagall senza seguirlo nella danza dei suoi corpi onirici che fluttuano nel vuoto o che vibrano in contorsioni magiche». L’autrice, allora, si è messa «in ascolto dei corpi, degli artisti, delle donne che hanno costellato la storia dell’arte e della letteratura». Giornalista culturale del “Corriere della Sera”, già autrice di Portami dove sei nata (Bompiani 2019), poetico ritorno all’Abruzzo dov’è nata nel 1972, sempre più spesso Scorranese scrive di temi legati all’arte, e qui tesse «un racconto multiforme, attingendo a diverse strade narrative […], prima di tutto un omaggio al miracoloso equilibrio di ossa, pelle e sensibilità che ogni giorno ci sostiene e che, nei secoli, ha ispirato pittori e scultori». Rileggiamo allora, con i suoi occhi, come sfogliando, alla rinfusa, un manuale di storia dell’arte, venti opere di altrettanti artisti, fra cui, in ordine non cronologico, Caravaggio, Piero della Francesca, Bonnard, Renoir, Toulouse-Lautrec, Modigliani, Tintoretto, Duane Hanson, Raffaello, Giacometti: osservazioni personali , fra ricostruzione storica e invenzione, inframezzate da brevi racconti in bilico fra arte e letteratura, dove dipinti e sculture parlano sempre di un corpo femminile. «Un corpo guardato non è forse un corpo sempre in allerta?», si domanda, poniamo, a proposito di Caravaggio. «Attento alle imperfezioni, sensibile alle critiche, più o meno esperto nell’esibizione. È un corpo discusso: l’orologio biologico, il cambiamento, la metamorfosi della gravidanza, l’invecchiamento, l’anoressia, la bulimia, gli interventi chirurgici. È un corpo politico: la ricrescita, le imperfezioni della pelle esibite sui social network, la spettacolarizzazione nelle fotografie, le narrazioni di sé, le molestie verbali, la seduzione». Ecco perché, per esempio, l’accorata Maddalena penitente di Caravaggio pare all’autrice l’equivalente simbolico della “stanza tutta per sé” di Virginia Woolf.


Roberta Scorranese Bompiani, Milano 2023 192 pp., 20 tavv. colore € 19 (cartaceo); € 11,99 (ebook)

ART E DOSSIER N. 417
ART E DOSSIER N. 417
Febbraio 2024
Le mostre in evidenza in questo numero sono: STORIE A STRISCE: Benito Jacovitti - I primi cent’anni di Lisca di pescedi Sergio Rossi; CAMERA CON VISTA: Made in Japan (Ritorno a Tokyo) di Luca Antoccia; I MESTIERI DELL’ARTE: Un’identità autonoma e diffusa di Marcella Vanzo. Gli approfondimenti di questo numero:GRANDI MOSTRE. 1: Munari a Verona - Un anti-elitario per eccellenza di Luca Zaffarano; GRANDI MOSTRE. 2: Weegee a Parigi- Identi(kit) di due anime di Francesca Orsi