QUADRO CRONOLOGICO

AVVENIMENTI STORICI E ARTISTICI VITA DI LORENZO MONACO

1370

Piero di Giovanni nasce probabilmente
a Firenze intorno a questa
data, nel “popolo” di San Michele
Visdomini.

Ad Alessandria, nel quadro della
guerra scoppiata l’anno precedente
tra Gian Galeazzo Visconti
e Firenze, si scontrano le truppe
del ducato visconteo di Milano e
quelle della repubblica fiorentina.
1391
Il 10 dicembre entra nel monastero
camaldolese di Santa Maria degli
Angeli a Firenze e pronuncia la
sua professione di fede di fronte
al priore Michele Ghiberti.
Nasce a Firenze Michelozzo. Muore
Agnolo Gaddi, figlio di Taddeo.
1396
È nominato diacono e si iscrive nella
compagnia dei pittori fiorentini, ma
nello stesso tempo risulta già attivo
come pittore fuori dal convento.

1398
Nel biennio 1398-1399 risulta attivo
dai documenti per il polittico
della cappella Ardinghelli nella
controfacciata della chiesa del
Carmine a Firenze.
In seguito alla morte di Gian Galeazzo
Visconti, signore di Milano,
che aveva preso varie città dell’Italia
centrale, Firenze evita il pericolo
d’invasione. Secondo Vasari, risale
a quest’anno il primo viaggio di
Donatello a Roma, assieme a Filippo
Brunelleschi, per studiare i
monumenti antichi.
1402
È ricordato per la prima volta attivo
nella sua bottega nel “popolo” di
San Bartolo al Corso.
Paolo Uccello è garzone nella bottega
di Ghiberti.
1407
Tra questa data e il 1411 riceve
alcuni pagamenti per il polittico di
San Bartolomeo a Monteoliveto,
nel capoluogo toscano, oggi alla
Galleria dell’Accademia di Firenze.

1410
Riceve la commissione dei disegni
per tre vetrate con Storie della Vergine
sulla facciata settentrionale della
chiesa di Orsanmichele a Firenze.
Filippo Maria Visconti è il terzo duca
di Milano. Riapertura solenne
dell’Università di Firenze. Donatello
s’immatricola come orafo e scalpellatore;
per la chiesa fiorentina di
Orsanmichele, termina la statua del
San Pietro, per l’Arte dei beccai, e
lavora a quella del San Marco, per
l’Arte dei linaioli, finita nel 1413.
Nasce a Firenze Zanobi Strozzi,
pittore e miniatore, fra i principali
collaboratori di Beato Angelico. La
chiesa fiorentina di Santa Reparata
è intitolata a Santa Maria del Fiore
(duomo cittadino).
1412
Riceve pagamenti per i tre antifonari
miniati della chiesa di
Sant’Egidio a Firenze.
Giovanni Huss è arso sul rogo a
Praga; inizia la rivolta dei contadini
boemi. Donatello inizia la serie dei
Profeti per le nicchie del campanile
di Giotto a Firenze, che impegneranno
l’artista per un ventennio.
1415
I monaci di Santa Maria degli Angeli
concedono a vita un’abitazione
al confratello pittore.
Per l’Arte dei corazzai e spadai in
Orsanmichele a Firenze, Donatello
scolpisce il San Giorgio e la predella
sottostante con San Giorgio
che trafigge il drago (finita nel
1417), in cui adotta per primo, in
un’opera figurativa, i principi della
prospettiva lineare brunelleschiana
e inventa il rilievo “stiacciato”
per assecondare l’effetto ottico
della lontananza.
1416
È chiamato dal rettore dell’ospedale
di San Giovanni in via San Gallo
a Firenze per valutare le pitture
eseguite nel refettorio dal pittore
Pietro Nelli.
Termina lo scisma d’Occidente:
elezione di papa Martino V (Oddone
Colonna) a Costanza, dove
si svolge il sedicesimo Concilio
ecumenico della Chiesa cattolica.
A Firenze Brunelleschi avvia
i progetti per la cupola di Santa
Maria del Fiore.
1417
Stima insieme a Mariotto di Nardo
gli affreschi dipinti da Ambrogio di
Baldese nell’oratorio del Bigallo
a Firenze.
Papa Martino V (1417-1431) fa
il suo solenne ingresso in Roma.
Tensioni fra Firenze e Milano, che
cercano un accordo per il controllo
dei rispettivi domini. A Firenze
Brunelleschi e Ghiberti ottengono
l’incarico congiunto del cantiere
della cupola del duomo. Nasce
a Scandicci (Firenze) Benozzo
Gozzoli.
1420
Tra questa data e il 1422 pagamenti
a Lorenzo Monaco e ad
alcuni collaboratori per una pala
d’altare identificata per lungo
tempo con l’Adorazione dei magi
degli Uffizi.
Le tensioni politiche fra Firenze
e Milano si acuiscono. 19 aprile:
consacrazione della chiesa fiorentina
di Santa Maria del Carmine.
Masolino prende in affitto a Firenze
una casa nel quartiere di Santo
Spirito, presso la chiesa di Santa
Felicita. Il Trittico di San Giovenale
- datato - per la chiesa di San
Giovenale (Reggello, Firenze), è il
primo dipinto di Masaccio a noi
pervenuto.
1422
Nel contratto tra gli eredi del
cardinale Pietro Corsini, morto
nell’ottobre 1403, e i consoli
dell’Arte della lana per una pala
d’altare da porre nella sua cappella
funebre all’interno del duomo
di Firenze, datato 3 marzo 1422
(stile moderno), viene auspicata
l’esecuzione da parte del «frate
degli Angeli» - vale a dire di
Lorenzo Monaco, evidentemente
ancora in vita - o di un altro
pittore di pari bravura. Si tratta
dell’ultima menzione dell’artista
ancora in vita.


Incoronazione della Vergine fra santi e angeli (1407-1409); particolare; Londra, National Gallery.

LORENZO MONACO
LORENZO MONACO
Angelo Tartuferi
Lorenzo Monaco è un anello di congiunzione. È l’artefice della transizione, inToscana, dalla tradizione giottesca al Gotico internazionale. Di Piero di Giovanni, questo il suo nome secolare, non sappiamo neanche se fosse senese o fiorentino, nacque attorno al 1370 e morì a Firenze verso il 1425. In tanta incertezza resta però, appunto, la sua versione dello stile “fiammeggiante” che attraversava in quel tempo l’intera Europa. Una versione domestica, potremmo dire: il monaco camaldolese Lorenzo – pittore e miniatore – non si lancia in invenzioni fiabesche ultraraffinate e cortesi, era d’altronde difficile, nel contesto in cui lavorava, staccarsi davvero dal severo e misurato magistero di Giotto. Le sue opere su tavola degli inizi del Quattrocento cominciano a denunciare i riflessi dell’arte nordeuropea, mediati da Starnina, nel linearismo sottile, la precisione descrittiva, la sontuosità del colore. L’apice della sua carriera è nel secondo decennio del secolo, quando è tra i massimi artisti attivi a Firenze. Una pittura, la sua, nutrita di umanesimo cristiano che apre la strada al suo più grande erede, il Beato Angelico. Una solidità che cede poeticamente a un’etera visionarietà solo nella su produzione più tarda.