JAN FABRE: IL RAVE PARTY
SULLA VETTA DELL’OLIMPO

MELANIA ROSSI

Peak Mytikas, il nuovo spettacolo teatrale firmato da Fabre, in scena a Milano il 4 e l’11 novembre, fa parlare soprattutto il corpo, mutilato, silenziato, regolato, pulito come lo vuole la società odierna

Una Dioniso-queer ci dà il benvenuto nella nuova creazione teatrale del genio fiammingo Jan Fabre, Peak Mytikas, citando i quattro principi della cultura rave: “Peace”, “Love”, “Unity”, “Respect”. Sul palco, dèi e semidèi vestiti con fluide cappe di velluto, nascosti sotto i cappucci come quelli delle felpe anni Novanta, ballano sul posto seguendo il ritmo della cassa dritta (un pattern ritmico che usa un tempo di 4/4 costante e accentato). Nell’invenzione di Fabre, questa “rave crew” olimpica diventa coro da tragedia classica e intona i brani più taglienti dello spettacolo, che provocano un brivido lungo la schiena perché recitati come il tradizionale “call-and-response” dei militari americani.

Il testo, scritto da Johan de Boose, scuote le coscienze già dai primi minuti di questo spettacolo lungo otto ore, legandosi all’attualità della guerra.I personaggi interpretati senza distinzione di genere dai bravissimi attori della compagnia Troubleyn sono Prometeo, negoziatore tra dèi e uomini, Edipo, responsabile della propria cecità, Antigone, arsa dall’amore fraterno. I monologhi si susseguono intervallati da coreografie in cui la recitazione fisiologica, cifra della scuola Fabre, fa parlare soprattutto il corpo. Il corpo mutilato, silenziato, regolato, pulito come lo vuole la società odierna è tema centrale dello spettacolo. In tempi in cui l’orientamento ideologico è determinato da ragioni di controllo e di mercato, un sussulto pervade lo spettatore quando sente dire che bisogna incatenare il piacere, uccidere la passione, seppellire il sesso. Come fanno gli dèi, affatto saggi: dobbiamo distruggere la gioia.

Fabre, però, ci ricorda che c’è ancora qualcosa di incontrollabile: il senso dell’olfatto, metafora di ciò che non può essere indirizzato. “Mýti”, in greco, significa “naso” e gli abitanti della vetta più alta dell’Olimpo, Mytikas appunto, stanno con le narici protese verso il basso, ad annusare gli odori degli umani, dei corpi che emanano imperfezioni, delle gioie e dei dolori, del fuoco della passione incontrollabile. Dell’amore.

Lo straordinario spettacolo, in scena a Milano al Teatro Out Off il 4 e l’11 novembre prossimi, fa appello a una profondità scura e romantica, a qualcosa di interno e misterioso. Con la drammaturgia intelligente di Miet Martens, le musiche originali di Alma Auer e le superbe coreografie in collaborazione con Ivana Jozic, Fabre porta in pista, è il caso di dirlo, attori storici quali Annabelle Chambon, Cédric Charron, Pietro Quadrino e Stella Höttler ma anche nuove talentuose reclute, quali gli italiani Irene Urciuoli e Matteo Franco.

I guerrieri del rave ci invitano a dare al mondo una seconda chance, danzando a ritmo del beat in 4/4 che cresce costantemente senza mai esplodere, trasmettendo un senso di attesa. Forse di tempi migliori.


Stella Höttler in una scena di Peak Mytikas di Jan Fabre, (2023).

Peak Mytikas di Jan Fabre

Milano, Teatro Out Off
4 e 11 novembre
www.teatrooutoff.it

FLORENCE BIENNALE

FIRENZE

I Am You. Individual and Collective Identities in Contemporary Art and Design è il tema della XIV Florence Biennale, la mostra internazionale di arte contemporanea e design che quest’anno presenta cinquecentocinquanta tra artisti e designer, fra cui un collettivo di artisti maori. In programma iniziative dedicate all’arte ucraina e a Mahsa Amini e l’assegnazione del premio alla carriera al fotografo David LaChapelle (in foto, Our Lady of the Flowers, Hawaii, 2018) e all’architetto Santiago Calatrava. Dal 14 al 22 ottobre presso la fortezza da Basso. Info: www.florencebiennale.org

ARTVERONA E MERCANTEINFIERA

VERONA

ArtVerona torna dal 13 al 15 ottobre e festeggia i suoi diciotto anni con oltre cento gallerie che propongono opere di arte moderna e contemporanee divise fra la “Main Section” e le sezioni delle aree di ricerca e sperimentazione. Info: www.artverona.it


PARMA

Dal 30 settembre all’8 ottobre si tiene Mercanteinfiera, il salone dedicato all’antiquariato, al design storico, al modernariato, al collezionismo vintage, alla storia dell’arte (in foto, Lucio Fontana, Disco spaziale, 1966-1967) e che, come sempre, è accompagnato da mostre collaterali: In vino veritas: le infinite forme del cavatappi, dedicata alla storia del cavatappi, Paolo Brillo. Stolen Moments. Bob Dylan and Other Music Icons, con oltre duecentocinquanta scatti del cantautore americano, e Comunicare la moda. Immaginari di genere, 1960-1980. Info: www.mercanteinfiera.it


GIORNATE AL MUSEO

Sabato 7 ottobre torna la Giornata del contemporaneo, l’iniziativa promossa da AMACI - Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani, che permette di visitare gratuitamente mille realtà museali (in foto, Museo civico di Palazzo della Penna a Perugia), e partecipare a eventi, laboratori e mostre su tutto il territorio nazionale. Info: https://giornatadelcontemporaneo.amaci.org Domenica 8 ottobre, inoltre, si terrà la Giornata nazionale delle famiglie al museo - F@Mu 2023, l’appuntamento nato nel 2013, che promuove e facilita l’incontro tra le famiglie e moltissimi luoghi espositivi del nostro paese. Info: www.famigliealmuseo.com

ART E DOSSIER N. 413
ART E DOSSIER N. 413
OTTOBRE 2023
In questo numero: JAN FABRE Il rave party sulla vetta dell’Olimpo di Melania Rossi; STORIE A STRISCE: Il fumetto si fa museo di Sergio Rossi;  GRANDI MOSTRE. 1 - IcOnes a Venezia - Verso l’invisibile (e oltre) di Ilaria Ferraris; GRANDI MOSTRE. 2 - Gertrude Stein e Pablo Picasso a Parigi - Un dialogo all’avanguardia di Valeria Caldelli